Al Sex Bloggers Meeting si parla di sesso… con tutte le sfumature!

Non state a pensare chissà che… ho scritto “si parla” non “si fa” sesso! Il Sex Bloggers Meeting è un evento appositamente creato per mettere tutti insieme in una stanza dei sex blogger per farli incontrare, confrontare, e soprattutto per parlare di sessualità a 360°.

Si me dan tiempo en estos dias lo escribo tambien en castellano!

In Italia siamo ben lontani da questo tipo di eventi, al massimo ci scappa qualche incontro sulla sessualità organizzato da persone illuminate o qualche stranier* che viene da lontano a portare qualche spiraglio di luce.

Quando mi hanno invitata a partecipare ero al settimo cielo. Quando sono arrivata là e tutti a dire “Lei è Miss Clitoride” non potete immaginare quanto il mio ego (che risiede tutto nelle mie tette, quindi potete immaginare quanto io ne abbia…) si sia scaldato e andato su di giri.

Per oganizzare un evento di questo tipo, che prevedeva ospitare circa 50/60 blogger, serve una organizzazione tosta e dei validi aiutanti/collaboratori. Perchè si sa che le cose non si pagano da sole e che servono spazi e magari una qualche istituzione che aiuti a promuovere la cosa.

I due pazzi che si sono lanciati in questa avventura sono Gemma (Jugando con Eros) y Ubal (El blog de Ubal) che per quest’anno hanno organizzato la 2° edizione di questo mega meeting. Loro due fanno scintille assieme, da circa un anno conducono un programma tutti i giovedì sera sulla sessualità (La zona Erogena su Zoom Barcelona).

A supportarli c’è stato il Museo Erotico di Barcellona che quest’anno compie 20 anni e hanno festeggiato anche i 30.000 visitatori.

Venire catapultata in quella realtà, così piena di vita e libertà di espressione, ma soprattutto di collaborazione tra figure professionali e non completamente diverse, è stata una boccata d’aria fresca.

A parte il fatto di sentirmi una VIP e sentire “clitoris clitoris” ho goduto nel conoscere dal vivo tanti “profili instagram” che seguo da tempo e mi sono persa nella “cava”, il prosecco spagnolo. Non so se mi hanno riconosciuta per come ero vestita o perchè le mie tette come al solito mi precedono…

Non facevo a tempo a finire un bicchiere (colmo) che qualcuno era già pronto a servirmene ancora. E così che ho trascorso la serata un po’ brilla per finirla praticamente ubriaca.

La cerimonia d’apertura è stata un susseguirsi di ringraziamenti per il lavoro fatto da chi è attivamente preso dal comunicare una sessualità libera e consapevole sui social media e nei propri blog, tanto apprezzati dal museo che hanno messo in palio ben 5 premi, 3 per i blogger che erano più attivi sotto vari fronti sui social e 2 per i più bei resoconti dell’evento.

Memorabile è stato il discorso di Valerie Tasso, una sessuologa con una mentalità molto aperta che mi ha riscaldato il cuore. Per l’occasione presentava il suo ultimo libro, Sexo 4.0 che appena me lo compro scoprirò di cosa parla, perchè lo leggerò! E’ una di quelle persone che già a pelle sai che ti piacciono, quando poi vai a leggere la sua biografia resti pure a bocca aperta.

Parlando di sessualità a tutto tondo non poteva mancare l’arte e la storia. Prima Las Hermanas del Desorden (dedicherò a loro un intero post) che mi hanno fatto venire la pelle d’oca ad ascoltarle. E dopo un mini tour per il museo con Marilyn che ha spiegato alcune ale del museo. Purtroppo i miei tempi erano stretti e non ho potuto visitare il museo nè prima nè dopo il meeting, quindi dovrò tornare… quale migliore scusa per rivedere gli amici conosciuti?

Anche se ubriaca e con tanto sonno, ignoro come mai il mio corpo sabato, abbia deciso di svegliarsi ancor prima della sveglia. O forse si, l’eccitazione e l’adrenalina per il programma che ci aspettava! Arrivo misteriosamente in tempo visto che sono solita accumulare ritardi. Ubal e Gemma accoglievano tutti fuori dal Espacio Milà che ci avrebbe “sopportato” per tutta la giornata.

Il programma prevedeva:

  • presentazione di tutti, così almeno davamo un volto a un profilo anonimo o conoscevamo gli ignoti
  • Georgina Burgos che ha parlato di realtà e di narrativa erotica dandoci degli ottimi consigli per scrivere un racconto, con tanto di workshop per sotto gruppi. E’ stato interessantissimo vedere come le stesse due parole abbiano dato vita a così tante storie diverse
  • workshop di Shibari con Jordi di Club 5 Rosas. E’ stato molto bello leggere i commenti di chi non conosceva questa arte e di come è rimasta affascinata. Le corde hanno sempre una loro magia!
  • pranzo, la parte più importante perchè si creano le connessioni. Si riesce a parlare, si conoscono meglio le persone. Unica pecca che eravamo tanti in una piccola stanza e tutto rimbombava e tutti volevamo parlare.
  • Unboxing, ovvero l’apertura di un pacco/scatola per vedere cosa c’è dentro, tenuto da Ubal per raccontarci del nuovo vibratore rabbit di Feelztoys. Purtroppo me lo sono persa che ero fuori a parlare con Valerie, con Alejandra (la responsabile del museo) e con Elisa (brand manager di Nuei) perchè pensavo che il primo intervento sarebbe stato quello di Valerie…ahahaha
  • Poi toccava a Adrien Lastic che ha raccontato rapidamente dei loro ultimi prodotti. Se i sextoy moderni hanno un design già particolare e lineare, i loro sono ancora più strani perchè non vanno a decidere prima il design ma le forme più adatte a stimolare i punti giusti. E io devo averli… tutti!! ahahahah!
  • Valerie ci presenta il suo libro, Sexo 4.0. Ma non ho capito se ha parlato del libro o di altro. Comunque osservazioni e lasciato in sospeso così tante domande da attivare neuroni e chiedermi se quello che faccio lo sto facendo bene, se sono comunque integrata nella massa o sono ancora un clitoride arcobaleno, se esiste una normativ… qualcosa e nell’essere “normali” nelle nostre diversità non siamo comunque pezzi che formano una massa indefinita
  • Alex (Wasakk di Dobliyu) ha fatto un piccolo intervento sul blogging, come curare contenuti, immagini, template e colori del proprio blog. La coerenza prima di tutto!
  • Victoria invece si è focalizzata sul branding, che gli spagnoli si fanno poco condizionare dalle parole anglofone e chiamano “marca”. Come presentarsi al pubblico, cosa vogliamo trasmettere e come.
  • E per chiudere l’intervento di Elisa di Nuei che spiegava i loro prodotti, con cosa sono fatti e perchè agiscono proprio così. Illuminante perchè nessuno ti spiega per benino come funzionano le cose, soprattutto i prodotti cosmetici! E il tutto con prove pratiche, c’era chi si spalmava l’olio Oh Holy Mary sul clitoride o chi sulle labbra, chi usava invece Thor. E poi ad assaggiare e provare tutti i prodotti. Tra un po’ non finivamo a leccarci gli uni con gli altri per “assaggiare” meglio

C’è chi era andato via prima, chi dopo. Chi è rimasto come me per andare a farci di tapas e di mojito in un bar vicino e affiliato, tipo che sapevano già che personaggi sarebbero arrivati! Abbiamo riso, parlato, giocato. La giornata non poteva finire meglio di così! anche se…

Ho perso il conto dei mojito. So solo che hanno fatto il loro porco dovere! A una certa il locale ci fa capire con le buone che è arrivato il momento di spostarci altrove. Alcuni vanno a letto e restiamo i più valorosi, più che altro sono riusciti a convincermi a restare. Avevo la fobia di non svegliarmi al mattino e di perdere l’aereo.

L’obiettivo era raggiungere il Club 5 Rosas, il club più antico di Barcellona dove si mastica e si pratica BDSM. Ubal ci fa lo scherzetto che per entrare serve il dress code. Solo che in quel momento tra i vapori del rum gli crediamo e ci dimentichiamo che dentro avremmo trovato Jordi. Comunque anche se fosse stato necessario, non avremmo avuto problemi a denudarci tutti!

Foto de Fenix Darte

Jordi ci fa la tessera socio e beviamo qualche cosa e poi ci dirigiamo in una delle sale che era vuota, l’altra non l’ho vista ed ignoro cosa ci fosse dentro. Altro buon motivo per tornare a Barcellona!
In questa stanzina c’erano un po’ di cose interessanti. Una ruota in stile medievale ma molto più confortevole, una piscinetta piena di orzata e da quello che ho capito viene usata come abbeveratoio per sottomessi o per farci il bagno (in entrambi i casi mi sa di poco igienico almeno per i miei gusti e limiti), croci di sant’Andrea, anelli per legare ed appendere, la capretta con appositi aggeggi per bloccare la persona, e via dicendo.

Qualcuno si è fatto legare, qualcuno si è fatto sculacciare, qualcuno ha bevuto l’orzata, ma tutti abbiamo riso e ci siamo conosciuti ancora meglio.

Sono tornata a casa piena di nuove amicizie, contatti, allegria e un sacco di regalini!

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