Legami a letto e … frustami! finchè non ti dirò di no!

Finalmente ho trovato un compagno di giochi con cui posso sperimentare quel lato di me un po’ perverso, nel senso positivo del termine. Erano anni che fantasticavo sull’essere legata e “torturata”, un po’ come dice la canzone

“frustami, e dimmi che sono un porco… frustami e legami anche a letto e allora frustami, finchè non ti dirò di no”

 

E come avviene di solito, le cose belle non arrivano mai da sole, come le frustate oserei dire!

Capita così che mi contatta il sexyshop “Fallo con Gioia” e mi chiede di recensire alcuni dei loro prodotti. E parlando salta fuori che la categoria bondage/BDSM/famolo alle 50 sfumature di grigio è una delle categorie che attira di più l’attenzione. Decidiamo quindi che il mio culo è pronto a testare un po’ di oggettini simpatici che mirano a lasciare segni rossi.

Vado a vedere i prodotti e inizio a fantasticare come sarà il fatidico incontro tra il mio culo e questi oggetti del piacere manovrati dal mio nuovo amante, che non vedeva l’ora di divertirsi col mio fondo schiena. Si perchè anche se portano un dolore temporaneo fanno produrre un sacco di endorfine, sempre che queste sensazioni piacciano.

Per poter offrire una esperienza più completa scelgo due oggetti che danno sensazioni diverse: un flogger e un paddle.

 

 

Il flogger può essere tradotto con “fustigatore”. Non è proprio una frusta, quelle sono fatte in modo completamente diverso con tutta una serie di intrecci e lavorazioni assai più complesse, come complessa è la manualità che si deve avere per saperle “muovere”. Non è nemmeno un frustino, che sarebbe quello usato in ippica per intenderci.

Il flogger ha un manico e da questo spuntano una serie di laccetti di cuoio (o altri materiali in base alla fattura, come metallo o silicone) che possono essere più o meno morbidi, intrecciati, tagliati con sezioni pungenti (che fanno un male cane).

Il flogger confesso l’ho scelto soprattutto per il colore (rosso e nero) oltre per il fatto che fosse di cuoio. Adoro il cuoio, l’odore e la sua elasticità, almeno apparente.

 

 

Il paddle invece è tipo uno sculacciatore, una paletta. Ci sono tanti modelli in giro e sempre nei più disparati materiali. In base alla forma e materiale causa sensazioni diverse quando colpisce la pelle. Quello che ho scelto è uno semplice semplice di cuoio. Purtroppo veniva con un cuore e siccome non mi piacciono lo osservo all’incontrario così mi sembrano due chiappette.

La prima sera che il mio amante ha sperimentato sul mio culo quasi vergine i vari giochini ero libera, non legata e non bendata. Potevo sfuggire bene ai suoi colpi se non mi bloccava col suo corpo. Ho cercato comunque di resistere ma era inevitabile che ogni tanto mi spostassi un po’ di più.

La seconda volta mi ha legata, bloccata con polsiere e cavigliere agli angoli del letto, pancia sotto e col culo bene in mostra. E bendata, così non potevo sbirciare con cosa mi avrebbe colpita…o dove.

Non si è limitato ai miei nuovi giochini, ha usato anche altri oggetti domestici che aveva a portata di mano, come il mestolo per la polenta, il battipanni, una asticella di legno. E ad un certo punto il gioco era diventato di cercare di indovinare con cosa mi stesse sculacciando.

Da “sottomessa” o meglio bottom (la persona che subisce le azioni) devo dire che avere una alternanza e diversità di oggetti che mi arrivano a colpire, è una cosa assai eccitante. Cambia il suono dell’oggetto che arriva. Il flogger lo senti arrivare, fende l’aria e sembra che atterri piano ma invece no. E colpisce un’area più vasta se per caso si dirama, o arriva in un punto più lontano da quello che mi aspettavo.

Il paddle invece è silenzioso, è piccoletto e rigido e sembrano delle piccole punture, piccole si fa per dire. Diciamo in confronto con le saettate del flogger o la vasta area presa dallo sbatti panni.

Non posso comunque ben definire con precisione le esatte sensazioni per ogni oggetto. Dovrei stare là e prenderle solo con uno, ma la cosa diventerebbe assai noiosa e poco divertente.

Perchè quando sono là legata o immobilizzata, l’ultima cosa a cui voglio pensare è alla tecnica, alla singola sensazione connessa ad un oggetto. Resto là in attesa del colpo successivo, o delle carezze che arriveranno.

O del ghiacchio… che sembra rinfrescare sul momento ma è ancora più una tortura quando lui riprende in mano il paddle e riprende a coprire ogni cm del mio culo!

Però lui è rimasto vigile. E’ quello il suo compito, non lasciarsi prendere troppo dalle emozioni, perchè se parte per la tangente non è più in grado di ascoltare me, di capire quanto può calcare la mano, quando rallentare o fermarsi.

Quindi gli ho chiesto cosa ne pensasse dei miei due giochini nuovi ed è stato molto tecnico (e sintetico), a suo favore anche l’esperienza che ha accumulato negli anni.

 

Sul flogger ha riferito che a primo sguardo può sembrare pesante, un po’ tozzo e con le code rigide. Ma usandolo ha notato che tiene bene la tensione ed arriva a colpire tutto compatto, e dice che questo è un bene! Se forza di più il colpo tende ad annodarsi, anche perchè le code alla fine sono morbide. Il fatto di arrivare tutto compatto porta a dei bei segni rossi sulle chiappe e a detta sua è un piacere per gli occhi. Ha osservato la fattura e ha constatato che è solido, un manico bello possente e il cuoio è ben fissato che non tenderà a spezzarsi, quindi un gioco destinato a durare.

vai al flogger di cuoio di Zado


Del paddle di cuoio ha detto che è piuttosto rigido ma leggero e maneggevole, adatto alle persone che non sono esperte e che iniziano con l’arte dello spanking (sculacciare). Piccolo e rigido non si flette, quindi il colpo è regolare, se flettesse di più servirebbe una mano più esperta per dosare la forza e la mira. Non lascia grandi segni e se uno spera di lasciare l’impronta del cuore ci potrebbe restare deluso.

vai al paddle di Zado



Se non si fosse capito questi giochini mi sono piaciuti molto e non vedo l’ora che arrivi il fine settimana successivo per vedere che fantasie vuole mettere in pratica il mio amante, anche se pure io ci metto del mio per quanto riguarda le idee perverse!

Se siete dei principianti le cose da sapere sono:

  • non si gioca da ubriachi o stonati, sempre con il controllo del proprio corpo e delle proprie sensazioni
  • se legate una persona, deve essere facile da slegare. Se usate corde saper fare due nodi, fare delle legature che permettano il passaggio di almeno due dita e avere sempre le forbici a portata di mano. Se usate polsiere già pronte è di sicuro il metodo più facile e sicuro per iniziare, e soprattutto sono munite di piccoli moschettoni che permettono di liberare gli arti in pochi istanti. Le polsiere/cavigliere si possono legare agli angoli del letto usando delle corde come prolunghe e regolando la loro lunghezza in base alla persona che viene legata. Alle corde si potranno fissare degli anelli o direttamente i moschettoncini delle polsiere.
  • conoscere bene le parti del corpo che si possono colpire. Alcune zone sono più resistenti (come il culo) altre sono più ostiche e potrebbero soffrirne (vedi immagine di Legami con le zone ben evidenziate)
  • avere dei giochi sicuri e di buona qualità. E’ vero che in casa ci possono essere molti oggetti che si prestano ma prima di maneggiarli ci si deve prendere la mano e anche se non sembra alcuni possono danneggiare. Il mestolo della polenta l’ho ripassato più volte con la cartavetrata per dire, e il battipanni mi sono accertata che non avesse sporgenze che potessero ferire. Di sicuro nessun oggetto in casa funziona come un flogger, un frustino o come un paddle pensato per l’obiettivo di fare un bel culo rosso e non danno le sensazioni di altri oggetti.
  • iniziare piano e comunicare con il partner. Quali zone (anche se sicure) danno più fastidio? Quanto ha sentito il colpo anche se dato piano? perchè a volte la sensibilità personale può essere così soggettiva che per sentire quel dolorino piacevole a volte basta poco e non serve la forza che si userebbe per sbattere un materasso!
  • trovare delle parole chiave per comunicare se ci si vuole fermare o meno. A volte un “basta” non è veritiero ma solo una espressione di masochistico piacere. Le safeword (parole di sicurezza) aiutano in tal senso. Le più usate sono i colori del semaforo che possono anche dare una indicazione su come procede. Quindi verde tutto ok, giallo vai piano, rosso fermati.

 

Recensione in collaborazione con il sexyshop “Fallo con Gioia

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