Come Squirtare: ovvero l’arte della eiaculazione femminile!

Ho già parlato delle mie esperienze personali e di come mi riesca e non mi riesca.
Lo squirting, ovvero la fuoriuscita di liquidi dalla uretra accompagnata da una sua tipica sensazione di piacere, che non è proprio come gli altri orgasmi.

Per alcune donne squirtare è sempre stata una cosa naturale.
Per altre una cosa imparata nel tempo e diventata una abitudine.
Per altre ancora riesce ma solo in determinate condizioni (io).
Per molte di più è una cosa mai vista nè sentita, e il più delle volte nemmeno conosciuta.

Per quanto mi riguarda ho i muscoli del perineo ipertonici, questo significa che faticano a rilassarsi, soprattutto se prima li ho contratti, ad esempio perchè volevo sentire più intensamente una stimolazione del clitoride o un dildo in vagina. Quindi non mi rilasso.
Piano piano sto cercando i modi per poter imparare a rilassarmi, ma anche aggirare lo stacolo fino a che non avrò dei muscoli sani.

Quando il glande del clitoride viene stimolato, per ampliare le sensazioni e il piacere noi donne tendiamo a contrarre i muscoli del perineo. Oltre a contrarsi i muscoli che abbracciano i bulbi del clitoride si contrae ancora di più lo sfintere muscolare della uretra.

Se questa “cannella” di muscoli resta chiusa, difficilmente farà passare il liquido e di conseguenza si arriverà quasi al culmine del piacere senza però completare l’opera.

Si può squirtare sia con una stimolazione interna del punto G o con una stimolazione esterna del clitoride o della zona tra clito e uretra. Quello che è più difficile è appunto aprire i rubinetti!

Se non vi ricordate o non lo avete letto, se cliccate nel bottone sarete mandati al mio post sullo Squirting dove spiego anatomia (quindi dove trovare il punto G) e più o meno cosa si sente quando avviene.

Squirting e punto G

Mano brava ed instancabile

O trovate una mano capace e competente a cui delegare tutto il lavoro, ma sono assai rare. La stimolazione con le dita può essere di vari tipi.
Movimenti a dire “vieni qua” ma il più delle volte pare che funzioni più una pressione costante e prolungata, come anche rapidi colpi uno dietro l’altro sulla zona che porta maggiori sensazioni di piacere.

Se la donna è alle prime volte ci potrà volere del tempo, quindi la mano che viene usata per stimolare il punto G deve stare comoda per poter resistere e garantire lo stesso ritmo della stimolazione.

Oppure potete pensare di acquistare dei giochi che fanno stancare meno e hanno diverse forme, proprio per andare a beccare per bene il punto G.
Io ne ho tanti e per poter fare una ricerca li ho dovuti provare, mi sono sacrificata per la causa!

Stimolazione clitoride

Almeno su di me la stimolazione del glande con una normale vibrazione porta a voler contrarre i muscoli. Mentre una stimolazione con il Womanizer no. E’ come se il piacere si concentri là e non ci sia bisogno di altro.

Ma può capitare benissimo con la stimolazione manuale o con altri tipi di vibratori per clitoridi!

Sextoy per il punto G

Usare un gioco “adatto” per la penetrazione vaginale, che abbia quindi una curva adatta e che vada a stimolare tutta la parete della vagina se non si sa dove sta il punto G. Massaggiando tutto prima o poi lo becca! E con il corpo liscio senza palle, rigonfiamenti, aggeggi strani. Questo per andare a stimolare il meno possibile l’entrata vaginale. Più è stimolata più i muscoli si vorranno contrarre sul sextoy, portando una contrazione anche alla cannella dello squirting.

Quando si “trova” il punto G, con mani o sextoy la sensazione è comprensibile. Può essere una specie di sensazione localizzata di piacere misto pressione, voglia di urinare, intenso piacere che si irradia…

Spesso capita che il sextoy faccia si che i muscoli non si rilassino fino a che sta dentro, per poi portare a un rilassamento istantaneo quando viene tolto proprio nel momento giusto, quando la donna sente che deve per forza “svuotarsi”. Togliendo il dildo si verifica la spruzzata o una uscita anche più delicata di liquido.

Da sinistra verso destra ( → )
Caterina di PersianPalm, Massaggiatore di Intimina, G-Spoon di FuckingSculptures, Orchidea di Idee du Desir, Dildo Celtico di Divine Interventions, Dildo di BS Atelier, Dildo per pegging di Tantus, Cetriolo di SelfDelve e G-Kii di JeJoue

Creme stimolanti

Spesso uso anche delle creme stimolanti, come quella di Shunga “Pioggia d’amore”, quella con la maca -Valkiria- di Nuei Cosmetics, quella di JimmyJane che stimola in altri modi. Solitamente queste creme hanno l’arginina, maca, metil nicotinato ed altre sostanze che portano un aumento della temperatura, maggior risveglio dei recettori nervosi (come la menta) e i capillari a gonfiarsi di più sangue rendendo anche il punto G più ricettivo.

Anche se i soliti principi attivi ce li hanno diverse creme stimolanti, non funzionano tutte nello stesso modo. Dipende da quanto ce ne hanno messo ed in associazione a quali altri prodotti chimici o naturali. Io poi posso dire con quali mi trovo meglio, magari sono poco sensibile e me ne serve di più, ad un altra magari andranno bene anche altri più leggeri, come quello della Pjur o Lady Dream.

Ricapitolando…

Non è detto che unendo tutte queste cose davvero si arrivi al tanto ambito squirting.
Intanto si può sperimentare e nel tempo cercare di conoscersi.
Per poi arrivare a comprendere via via dove e come andare a stimolare, come far muovere le dita dentro o che angolazione deve avere il sextoy, quale posizione è la più rilassante o quale cremina preferisce di più il proprio punto G.

A volte anche l’idea di sporcare può frenare, come pure la posizione assunta. Delle volte che so di esserci molto vicina ma non riesco, mi sposto sul bidet con un vibratore per clitoridi ed allora riesco.

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